Un compendio dell’araldica malatestiana

5 Febbraio 2020

Nobilissimorum clarissime originis de Malatestis regalis ystoria, 1385- 1390 ca., manoscritto membranaceo, sottoscritto da “Frater Leonardus de ordine Predicatorum” e dedicato a Carlo Malatesta. BGR, SC-MS 35

La miniatura a piena pagina della Regalis historia è un vero e proprio compendio dei temi araldici malatestiani. Vi ritroviamo infatti i due stemmi più diffusi: la scacchiera rosso e oro e le tre teste d’oro in campo verde, entrambi bordati dalla cosiddetta “sega” nera e oro. Ritroviamo inoltre il cimiero con l’elefante, utilizzato per primo da Carlo di Galeotto Malatesta (1368-1429). Stemmi e cimiero erano oggetto di miti e leggende coltivati in famiglia: dalla pretesa dei Malatesta di discendere dagli Scipioni, alla fantomatica lotta vittoriosa di Malatesta da Verucchio con un saraceno di nome Gualdach. Sono raffigurate, infine, anche due misteriose “imprese”, rappresentazioni simboliche dell’indole e delle virtù di una famiglia o di un suo membro: le imprese, non attestate altrove, sono quelle del leone (simbolo di forza e di vigilanza, perché dormirebbe a occhi aperti) e dell’arpia.

 

 

 

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