I fondatori mitici di Rimini

8 Febbraio 2020

Cesare Clementini, Raccolto istorico della fondatione di Rimino e dell’origine e vite de’ Malatesti con vari e notabili fatti in essa città e fuori di tempo in tempo successi, In Rimino, Simbeni, 1617. Frontespizio inciso ad acquaforte. BGR, 4 N IV 9

Nel bel frontespizio inciso del Raccolto istorico della fondatione di Rimino di Cesare Clementini due personaggi affiancano il titolo. Sono Ercole e Noè, i due fondatori mitici della città. Come molte altre città d’antica origine, a cominciare da Roma, Rimini ha favoleggiato di progenitori illustri. Ercole Libio, figlio non di Zeus ma di Osiride, sarebbe arrivato dalle nostre parti per combattere i feroci e antropofagi Lestrigoni. Sbarcato sulla costa romagnola e «veduto e considerato il luogo,» scrive Clementini «tanto commodo e dilicioso, posto in fertilissimo piano», vi fondò la città di Rimini. Era precisamente il 1720 avanti Cristo. Quanto a Noè, sarebbe giunto qui alla bella età di 878 anni per liberare l’Italia da suo figlio Cam, che la tiranneggiava. Il patriarca, «considerando il sito oltre ogni creder bello, e il terreno attissimo a produrre ogni sorte di frutto, et in ispecie il precioso liquor del vino», di cui – com’è noto – era inventore e appassionato consumatore, vi fondò Rimini. Non occorre precisare che i risultati della moderna ricerca storica e archeologica intorno alle origini della città arrivano a tutt’altre conclusioni.

 

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