Il codice delle Metamorfosi di Ovidio

10 Febbraio 2020

OVIDIO, Metamorfosi, 1470-1480 ca., manoscritto membranaceo, miniatore noto come “Maestro dell’Ovidio di Rimini”. Registrato al n. 629 nell’inventario dei libri di Alessandro Gambalunga. BGR, SC-MS 108.

Il piccolo e raffinatissimo codice con i racconti delle Metamorfosi di Ovidio venne realizzato alla fine del Quattrocento per la famiglia veneziana dei Badoer, a cui appartiene lo stemma in basso nella prima pagina; fu poi acquistato da Alessandro Gambalunga e registrato nell’Inventario autenticato nel 1620 dal notaio Mario Bentivegni. Fu rilegato in cuoio rosso su cui furono impressi in oro i segni distintivi del nuovo proprietario e sul cui dorso si intravede la segnatura di collocazione in biblioteca: AP. N° 629. Ognuno dei quindici libri di cui si compone il testo reca l’indice delle favole contenute e un capolettera decorato da raffinati putti, amorini, motivi vegetali, animali e mitologici. Il capolettera iniziale raffigura un uomo canuto in vesti classiche, molto probabilmente lo stesso Ovidio, che regge e indica un libro. L’anonimo miniatore, di ambito veneziano e autore delle decorazioni di alcune decine di codici e incunaboli, viene denominato “Maestro dell’Ovidio di Rimini”.

 

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