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LIBRI IN FESTIVAL. Festival del mondo antico 2012

Il Festival del Mondo Antico tornerà a Rimini il 22, 23, 24 giugno 2012.
"Libri nuovi per l'antico"
e "Antiquaria" sono le sigle-contenitori della vetrina libraria del Festival che si rivolge al pubblico attraverso presentazioni e letture in compagnia degli autori e di voci narranti.

immagine festival

 

Il Festival del Mondo Antico tornerà a Rimini il 22, 23, 24 giugno 2012 offrendo agli affezionati cultori dell'archeologia e della storia antica nuove e più ricche opportunità per riscoprire non solo la città e il suo passato, ma anche per creare occasioni di approfondimento attraverso le pubblicazioni recenti e più avvertite dedicate alla permanenza dell'antico nella società odierna, alla rivisitazione e alla lettura contemporanea di temi di antiquaria e archeologia.
"Libri nuovi per l'antico" e "Antiquaria" sono infatti le sigle-contenitori della vetrina libraria del Festival che si rivolge al pubblico attraverso presentazioni e letture in compagnia degli autori e di voci narranti.

Di libri si parlerà nella tre giorni del Festival a partire da venerdì 22 giugno attraverso una selezione di novità editoriali che ruotano attorno al tema portante dell'edizione 2012, hostis/hospes, l'ospite, lo straniero. Al Museo della città, Giardino del Lapidario, Elena Angelini (Kaleidon editore, 2012) racconta in L'integrazione attraverso i fornelli di un'Italia multiculturale che si confronta con la pluralità di gusti e gastronomie in collaborazione con l'Associazione di Volontariato Migranti e Barche (ore 17). Segue (ore 18,30) In principio era la gioia di Mattew Fox (Fazi, 2011) in collaborazione con l'Istituto di scienze dell'Uomo di Rimini, definito un "libro manifesto": la sua spiritualità, in ascolto delle culture più diverse, è cosmocentrica, basata sulla fiducia e sulla saggezza. All'origine della vita, secondo Fox, non è da porsi il peccato, bensì la gioia, la gratitudine. In principio era l'ospitalità, spiegherà lo scrittore e teologo polacco Maciej Bielawski, che presenterà il libro, introdotto da Mariolina Tentoni.

Sabato 23 (ore 10) al Museo della città, Sala del Giudizio, Giovanni Brizzi, che proprio quest'anno festeggia i suoi 40 anni di insegnamento, presentato da Andrea Santangelo, proporrà Metus punicus, Studi e ricerche su Annibale e Roma (Angelini, 2011) avvincente itinerario storico tra Roma e Cartagine, affrontato con la sagacia di un autentico detective e la competenza di un grande antichista, tra i massimi esperti di Annibale e le guerre Puniche; alle ore 17 (Giardino del Lapidario) si entra nel vivo del tema del Festival con Stefano Mazzotti, direttore del Museo di Storia Naturale di Ferrara e il suo Esploratori perduti, (Codice edizioni, 2011), storie di esploratori e scienziati italiani, che con grande coraggio e sete di conoscenza hanno affrontato viaggi avventurosi nelle zone più selvagge e inesplorate del pianeta: dal Borneo alla Siberia al Sudan, incontrandosi con un mondo "straniero", la presentazione sarà accompagnata dalla voce narrante dell'attore Silvio Castiglioni.

Alle ore 18,30 al Giardino del Lapidario Donatella Puliga, docente di Mitologia classica e Lingua e Letteratura latina all'Università di Pisa, presenta L'ospitalità è un mito. Un cammino tra i racconti del Mediterraneo e oltre (Il nuovo Melangolo, 2010). Dai poemi omerici alle Metamorfosi di Ovidio, dalla Bibbia ai grandi poemi babilonesi, il racconto dell'ospitalità e delle sue infinite possibili trame (l'ospitalità negata, l'ospitalità ambigua, la distanza ospitale, il dono) si snoda in una narrazione piacevole e affascinante, che ci parla della transitorietà dell'esistenza, del nostro essere ospiti gli uni agli altri, non di rado a noi stessi, e tutti alla terra e alla vita. Brani dal libro saranno letti da Pier Paolo Paolizzi. Si continua sempre sabato 23 giugno (ore 21 Domus del Chirurgo, introduce Lia Celi) con la presentazione di Rimini. Itinerari nel tempo fra città e Museo, Guida giovane di Angela Fontemaggi, Orietta Piolanti e Michela Cesarini, che si avvale nell'esposizione e nell'apparato iconografico di una agile strategia comunicativa per arrivare ai potenziali conoscitori e utenti della città e del museo di domani, i giovani: una guida altrettanto giovane che entra nel racconto vivo di secoli di storia e di testimonianze storico-artistiche.

Domenica 24 giugno Museo della città, Giardino del Lapidario (ore 17) Umberto Curi, Ordinario di storia della Filosofia a Padova, presenta Straniero, (Raffaello Cortina, 2010) vincitore del Premio nazionale Frascati per la Filosofia 2011. Una approfondita riflessione sulla figura dello straniero, il suo ruolo ambivalente, di minaccia e dono che genera sentimenti di rifiuto e accoglienza. Un percorso che prende le mosse dai poemi omerici, dalle Metamorfosi di Ovidio, dalla Bibbia sino ai grandi poemi babilonesi. Il racconto dell'ospitalità e delle sue infinite possibili trame (l'ospitalità negata, l'ospitalità ambigua, la distanza ospitale, il dono) si snoda in una narrazione intensa e circonstanziata.
Alle 18,30 sempre al Museo della città Sala del Giudizio è la volta dello scrittore sloveno Boris Pahor che presenta con la giornalista Cristina Battocletti, Figlio di nessuno. Un'autobiografia senza frontiere (Rizzoli, 2012). Il bilancio senza reticenze di una vita trascorsa ad attraversare confini fisici e spirituali, i ricordi di un ragazzo derubato della sua cultura, di un prigioniero che lotta per sopravvivere. Sullo sfondo la storia degli sloveni dei nostri confini orientali, in un intreccio di eventi storici e di vissuti individuali. Una biografia, quella dello scrittore, dai connotati forti e laceranti (collaborò con la resistenza antifascista slovena, fu deportato nei campi nazisti); è stato insignito del premio Preseren nel 1992 e segnalato all'Accademia di Svezia per il Nobel per la letteratura.

 

Alla Biblioteca Gambalunga nelle sale della Galleria dell'Immagine si terranno invece gli incontri di 'Antiquaria': in calendario tre appuntamenti con autori di area emiliano-romagnola che si sono occupati di storia e archeologia, alle ore 17,30 per tutti i tre giorni del Festival.

La rassegna si aprevenerdì 22 giugno con Clementina Rizzardi, che presenta il suo studio Il mosaico a Ravenna. Ideologia e arte, (Ante Quem, 2011), Il mosaico è stato, ed è tuttora, un efficace mezzo per diffondere contenuti e idee. Il volume si propone di rivisitare i mosaici datati fra V e XII secolo, tuttora esistenti negli edifici di culto di Ravenna o scomparsi, ma noti da fonti storiche e letterarie. Una ricognizione della produzione musiva che consente di individuare il messaggio delle immagini, vale a dire l'evoluzione del pensiero politico-religioso, e di restituire le relazioni fra Ravenna, Costantinopoli e molte altre località facendo emergere il ruolo internazionale della città adriatica, ponte tra Oriente ed Occidente. Introduce Cristina Servadei.

Sabato 23 giugno sarà Giambattista Cairo a presentare Pericle Ducati: il carteggio ritrovato, (Ante Quem, 2012). Il volume presenta l'archivio inedito appartenuto a Pericle Ducati, famoso archeologo della prima metà del '900, donato alcuni anni fa al Dipartimento di Archeologia dell'Università di Bologna. Composto da più di 500 lettere, molti documenti e centinaia di appunti, l'archivio fornisce un ampio spaccato della storia editoriale, accademica e politica della prima metà del secolo scorso, di cui Ducati fu un tragico protagonista. Presenta Fiorenza Tarozzi.

L'ultimo appuntamento di 'Antiquaria' domenica 24 giugno è con Andrea Fiorini curatore del volume Il castello di Sorrivoli (Roncofreddo, Forlì-Cesena). Storia e archeologia dell'architettura, (Ante Quem, 2011). Un'indagine che ci permette di fare la conoscenza con i castelli medievali, di cui l'Emilia Romagna è straordinariamente ricca, in parte abbandonati, in parte caratterizzati da una continuità di vita che ha portato naturalmente a stratificazioni e modifiche, sia strutturali che di utilizzo. Nell'ambito di un progetto di censimento e schedatura delle fortificazioni romagnole, promosso dall'Università di Bologna e dall'Istituto per i beni artistici culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna, viene esaminato il caso del castello di Sorrivoli (Roncofreddo, FC), un complesso particolarmente interessante ed esemplificativo dei processi evolutivi documentati in quest'area geografica. Perduta la funzione difensiva, infatti, in età moderna molte rocche tardomedievali allestite sulle vestigia di antichi castra, vengono riconvertite in palazzi residenziali. Sarà presente il curatore Andrea Fiorini con Andrea Augenti.