Hanno detto:
- “Ho capito che non conoscevo questa parte di Europa, la sua geografia, la sua storia, è stata una scoperta!”
- “Non conoscevo Rumiz, mi ha affascinato e leggerò altri suoi libri”.
- “Un viaggio per raccontare l’altra Europa, quella straordinaria mescolanza di etnie, lingue, tradizioni, storia e speranze, il vero centro geografico del vecchio Continente”.
- “Tessera dopo tessera, come il formarsi di un mosaico, anche il nostro leggere è stato un andare tra paesaggi tracciati e disegnati dalla penna di Rumiz, dove il “prima” annuncia il “poi” in una continua scoperta”.
- “Rumiz mi piace perché è uno scrittore che ama la lentezza e ama i mezzi di trasporto che gli permettono di avvicinare le persone. La lentezza lo fa “piegare” su cose e persone che prendono forma e colore.
- “Srotola” sotto i nostri occhi un panorama culturale, storico, politico, attraverso le piccole storie individuali che preannunciano la “terra” verso cui viaggia.
- "Da tutto quanto emerge il senso e il valore del viaggio come strumento di conoscenza”.
- “Ho trovato il libro di Rumiz coinvolgente. La sua narrazione segue il ritmo del viaggiatore, viaggiare e narrare sono per lui tutt’uno. Riesce a restituire con realismo, l’esperienza del viaggiatore che registra ciò che vede attorno a sé, ciò che accade: incontri, paesaggi, culture.
- "Rende in modo straordinario luoghi, situazioni, atmosfere anche con rapidi flash, delineando il senso dei cambiamenti intercorsi con il dissolversi dell’Unione Sovietica, in quella parte di Europa che noi chiamiamo “EST”.
- “Interessante il concetto d’Europa che traspare dalla lettura del libro di Rumiz: un’Europa plurale su cui vale la pena di riflettere”.
Dall’”Oriente” di Paolo Rumiz alla Mitteleuropa di Joseph Rothe di Sandor Marai, il nostro “viaggio letterario” continua con:
“La cripta dei Cappuccini” di Joseph Roth
“Le braci” di Sandor Marai
Di questi testi, scelti dal gruppo, si parlerà nel prossimo incontro del 12 maggio