Comune di Rimini - Biblioteca Gambalunga

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06/03/2015

Una lingua che non avete mai "sentuta"

Conversazione intorno a "L'armata Brancaleone" di Mario Monicelli - Cineteca, Paesaggi di confine, venerdì 6 marzo (ore 17, ingresso libero) - A cura di Gabriello Milantoni, intervengono Gianfranco Miro Gori e Davide Pioggia

Corot
J. B. Corot, "Il monte Soratte", collezione privata

"Quali sono i “paesaggi di confine” nell’Armata Brancaleone? Sono quelli diffusi nell’ampio e smagliante territorio disteso tra Umbria e Lazio che, come sovente accade in Italia, intesse paesi magnifici e storie avvincenti, testimoni di intrecci e di combinazioni di grande civiltà tra popoli non meno remoti che “confinanti” tra loro. Nel rievocare anche i transiti che in quelle zone ebbero a intraprendere tutti coloro che, scendendo dal nord Europa tra XVIII e XIX secolo, percorrevano l’Italia programmando i celebri “Grand Tour”, ci si soffermerà pertanto a osservare con cura i luoghi utilizzati per ambientare i fatti salienti raccontati nel film. L’indiscutibile avvenenza di quei paesaggi non poté in ogni caso sottrarsi all’attenzione nemmeno di taluni illustri esponenti dell’arte europea nei primi tre decenni del XIX secolo, come a esempio Camille Corot e William Turner, dei quali si ammireranno le opere redatte dal vero in Tuscia e nella Val Tiberina, i medesimi che più di un secolo dopo si troveranno impressi anche nel film. A loro volta “pittori di confine” tra le epoche e le lingue pittoriche, sia Corot sia Turner non tralasciarono pertanto di farsi totalmente incantare dalle bellezze naturali e artistiche distribuite in quella parte dell’Italia centrale, che tuttora sollecitano la nostra ammirazione per il perfetto stato conservativo e i sortilegi delle loro intatte atmosfere". (Gabriello Milantoni)

 
Turner
William Turner, "Paesaggio con il ponte di Nepi", Londra, Tate Gallery
 
Brancaleone
Frame da "L'armata Brancaleone"